Era dai tempi di Donnie Darko e Kill Bill – film preferiti – che non mi appassionavo tanto ad un film. Ci si è avvicinato moltissimo GrindHouse – a prova di morte di Tarantino. Disturbia è semplice, imprevedibile e mai banale. Un omaggio reso benissimo al più vecchio “La finestra sul cortile” di Alfred Hitchcock. Il protagonista della storia qui è un ragazzo 17enne, Kale, che dopo aver subito un grave lutto familiare, comincia a comportarsi sgradevolmente verso tutti. Picchia infatti un professore; questo lo porterà a passare i tre mesi estivi agli arresti domiciliari, senza potersi muovere oltre i confini della casa poichè monitorato dalla polizia locale. Tra giocate con l’XBox online, statue di merendine e scherzi dei bambini del vicinato , Kale farà amicizia con una nuova vicina appena giunta a Disturbia: Ashley (anche la storia d’amore – scontata – riesce bene e non stufa)). Tra gli altri passatempi Kale, decide di spiare dalla finestra tutto il vicinato fino a quando un giorno scopre che un suo vicino potrebbe essere un efferato omicida di ragazze dai capelli rossi. Sarà quindi aiutato nelle ricerche da Ronnie, suo compagno di classe sempre con la battuta pronta e dalla bella Ashley. Nello spiarlo, a differenza del film di Hitchcock, Kale avrà a disposizione moltissimi oggetti suupertecnologici come binocolo, videocamera, iPod, Mac e soprattutto un cellurare; bell’armamentario se confrontato con quello del film del 1954.
Il film può essere considerato un thriller mozzafiato con colpi di scena imprevedibili e quella strana agitazione che prende quando le cose sembrano andare male per Kale, Ashley e Ronnie (provare a entrare nella casa del presunto assassino mentre lui sta tornando a casa…). Mai scontato e ripetitivo, Disturbia riesce a conquistare chiunque lo veda. In America ad aprile conquistò il BoxOffice e lo stesso sta facendo qui in Italia a estate quasi conclusasi. Ottima le prestazioni degli attori, soprattutto dei due protagonisti Shia LaBeouf, protagonista del discutibile Transformers, e Sarah Roemer. Il ruolo dell’assassino è stato dato a David Morse, più famoso dei due neo-attori. Anche il doppiaggio sembra realizzato bene e le musiche fanno il loro dovere dove e quando servono.
Vi consiglio vivamente di andare a vedere questo film, targato D.J. Caruso e consigliato forse più a un pubblico di adolescenti/ragazzi, ma credo che possa piacere anche ad un adulto…dopotutto… chi non hai mai provato a spiare qualcuno?

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