O si ama, o si odia. O colpisce, o lascia indifferenti. Cloverfield mi ha tenuto incollato alla poltrona per tutta la durata del film (non molto lungo, ma non è un problema). Tutta la pubblicità virale fatta attorno al film mi ha permesso di farmi una minima idea di quel che poi sarei andato a vedere. E il risultato non è stato per nulla deludente.
La storia di svolge a New York, in una normalissima sera di Maggio. Un gruppo di amici prepara una festa di addio per un loro amico, Rob, pronto a partire per il Giappone. Durante la festa però, le pareti iniziano a tremare e un gran boato immobilizza tutti; non è un attacco terroristico o una scossa di terremoto, ma qualcosa di più mostruoso. La particolarità di Cloverfield, geniale a mio parere, è di distinguersi dagli altri film del genere “disaster” grazie all’utilizzo di una videocamera a mano, che segue, per tutto il film, passo passo le azioni del gruppo come se noi stessi fossimo con loro e vivessimo poco alla volta le situazioni di panico e smarrimento. Certo, delle volte la videocamera si muove un pò troppo velocemente, dando senso di volta stomaco, ma è un fattore che può essere superato. La videocamera è impugnata da uno dei protagonisti e quindi ci permette di seguire l’azione dal suo punto di vista e non in terza persona come accade classicamente nei film. Capitolo a parte per il mostro: fantastico. Tutto l’alone di mistero che si era celato sulla sua figura ancor prima che il film uscisse non delude così come il suo aspetto e le sue caratteristiche.
Per chiarire: non siamo di fronte ad un nuovo Godzilla, ma a qualcosa di più evoluto e terrificante.
Parlando dell’aspetto tecnico, vanno applauditi regista e produttore, rispettivamente Matt Reeves e J.J. Abrams, il secondo noto ai più, per aver creato serie televisive di grande originalità (Lost non vi dice nulla, vero?) per il lavoro svolto, proprio perché è un film difficile da gestire, anche nel poco tempo di pellicola proiettata (ma la durata ridotta del film la potete capire soltanto vedendo il film). La fotografia è sublime. Come era ovvio, un prodotto destinato al cinema prevede una qualità video nettamente superiore rispetto ai comuni proiettori e quindi non stupitevi nel vedere le grandi potenzialità della videocamera. Per il resto sembrava una normalissima videocamera; zoom, sgranatura, messa a fuoco, visore notturno e luce.
Altra nota positiva è il fatto di sentirsi coinvolti nell’azione e quindi di provare quelle emozioni di paura e agitazione nel trovarsi di fronte a qualcosa che che sbuca all’improvviso da chissà dove per distruggere tutto. Inquietudine assicurata durante il film. Complimenti anche al gruppo di attori protagonisti, semi sconosciuti e quindi impersonificabili da ognuno di noi poiché viviamo le loro stesse paure. Insomma, ci sarebbe tanto altro da dire ma per non rovinarvi la sorpresa nel caso lo vedeste, preferisco fermarmi qui per lasciare decidere a voi se andarlo a vedere o no.
Voto: 




8 commenti per "Cloverfield / review"
Ieri sera leggendo l’anteprima su CineBlog ho avuto modo di apprezzare il fatto che il recensore la pensi come noi: un film che o entusiasma o delude, un produttore e un regista semplicemente geniali, una fotografia che dà tanto nonostante la ripresa amatoriale, coinvolgimento totale nelle situazioni.
In particolare sottolinerei l’ultimo punto: non ho mai provato tanta ansia in un film così come in Cloverfield. Ci sono stati momenti in cui per riprendermi dall’agitazione ho dovuto chiudere gli occhi e abbassare lo sguardo. Nessuna scena veramente violenta, niente di macabro: le condizioni in cui J.J. Abrams pone lo spettatore sono quelle di chi riprende con la videocamera, quelle che ti fanno vivere in primo piano la sua pulsione di scappare, di urlare, di sfogare la tensione con una risata isterica, di posare e/o spegnere la telecamera nei momenti meno consoni alle riprese. E’ tutto messo a punto nei minimi particolari per dare al pubblico il minimo indispensabile. Minimo di cui, secondo me, saremmo costretti ad accontentarci anche noi se malauguratamente qualcosa attaccase la nostra città.
Ad ogni modo prendete il film per quello che è: una sperimentazione di tecniche nuove, spesso non del tutto apprezzate, ma soprattutto l’esatto opposto di Godzilla. Eppure il realismo si fa sentire.
PS: Alla fine ne hai messe 5 :D
Eh sì, la notte porta consiglio :-P
Per chi volesse seguire il flame in corso su YouTube: http://it.youtube.com/watch?v=vs1oPyJpIVw
io vi pongo una domanda:
se succedesse una cosa simile al film (e nn so cosa accada),
sarebbe giusto “perdere tempo” a riprendere una scena invece di aiutare, soccorrere, intervenire… x migliorare la situazione al posto di un freddo e macchinoso sguardo sull’azione degli altri?
(Se nn sono stato kiaro, mi riferiscox esempio ad un’incendio, un’esplosione, un terremoto, un crollo, un incidente…. io sarei propenso a definire la registrazione, e quindi l’azione “passiva”, come un’OMISSIONE DI SOCCORSO!)
Altra cosa è mettere la telecamera sul cavalletto e partecipare attivamente…
Voi ke dite?
E’ totalmente diverso, poichè si tratta di un mostro, non di un incendio o altro. Devi anche pensare che nel momento in cui il mostro arriva, vi era una festa dedicata ad uno dei protagonisti e quindi cogliendo l’occasione ha continuato a riprendere. Contro “quella” cosa non si può fare nulla, se non scappare… con una telecamera in mano in caso :-P
Cheppoi, guarda caso, circolano in giro video di fattura amatoriale sull’attentato alle Torri Gemelle e la tsunami del 26 Dicembre. ;)
Cloverfield: un film noioso.
sarà la mancanza degli effetti sonori, ma l’unica sensazione ke mi ha suscitato è il sonno.
devo dire ke è talmente carico di pathos ke nn ci si rende conto della poca durata della “pellicola”
è veramente molto simile a godzilla, sinceramente del mostro nn me ne frega nulla, credo ke in realtà nn sia quello il soggetto centrale della storia, e cmq ritengo ke la sua descrizione sia soddisfacente e nn meriti altre spiegazioni.
l’effetto amatoriale mi ha dato proprio la sensazione di un filmino reale, eccetto x le solite fantasticherie americane….
E quindi se del mostro non importa nulla, cosa era “veramente simile a Godzilla”?
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