Come ogni sacrosanta volta che vado all’università, anche oggi ho preso uno di quei giornali gratuiti che vengono distribuiti con le notizie più importanti rilasciate, il più delle volte, dalle agenzie di stampa. Trovo una intervista fatta a Graziano Cecchini. CHI?! Fontana di Trevi rossa e quadricromia vi dicono nulla? Esatto, proprio lui. E ribadisco che nelle sue gesta non ci vedo nulla di male, anzi; e proprio per ribadirlo riporto qui alcuni punti della breve (purtroppo) intervista a cura di Valentina Sartarpia per City:

Come è nata l’idea di colorare di rosso la fontana di Trevi?
“Diciamo che in aquesti anni mi sono un pò rotto di tutte le cose dette e fatte, per cui ho cercato di coniugare un’azione artistica al carattere sociale. E visto che l’unica avanguardia artistica che fa questo è il futurismo, ho fatto un’azione futurista per dare uno scrollone.”

Com’è passato dal rosso Trevi alla qauadricromia di Trinità dei Monti?
“[...] Da un monocromatico rosso, bellissimo perché non è né rosso Valentino né rosso Ferrari, e si passa alla dinamica della pioggia di movimento di colori.”

Lei è di destra?
“Io sono… no, rifiuto questo termine, vuol dire tutto o niente. [...]“

Dopo Fontana di Trevi e Trinità dei Monti, attacca il Colosseo?
“No, basta Roma, sarebbe accanimento terapeutico. Il 16 la invito a un aperitivo alla Giubbe rosse a Firenze… vedrà.”

E io non vedo l’ora di vedere…