life is now…
Enjoy! :-)
Enjoy! :-)
Direi che la locandina è stata profetica con quel “Miglior film dell’anno“. Infatti “Non è un paese per vecchi“, conquista 4 statuette alla Notte degli Oscar su 8 nominations assegnategli; mica male se tra i premi vinti figurano Miglior Film e Miglior Regia.
Il film, girato dai fratelli Coen, è ispirato ad un romanzo scritto dall’americano Cormac McCarthy già acclamato scrittore di bestseller. Per riassumere il film, apprezzabilissimo, potrei iniziare e finire così: caccia ai soldi, caccia all’uomo. E’ un pò quello che accade al protagonista della storia, Llewelyn Moss, un ex-saldatore, reduce dal Vietnam, improvvisatosi cacciatore di antilopi che trova al confine con il Messico una valigetta piena di soldi dovuta ad un regolamento di colpi tra spacciatori di droga, tutti morti trivellati da una miriade di pallottole sparatesi contro. Da qui inizia la fuga del protagonista tronfio per il malloppo trovato, inseguito da uno spietato e psicopatico serial-killer, Anton Chigurh, appena fuggito di prigione, pettinato nella maniera peggiore che si possa immaginare, disposto a tutto pur di riavere i soldi. La caccia ai soldi e ovviamente all’uomo inizia, ma le forze dell’ordine, capitanate dallo sceriffo della contea, Ed Tom Bell, prossimo alla pensione, iniziano anch’esse la ricerca del serial-killer per poter salvare Moss da una fine quasi certa.
Detto questo passiamo agli aspetti curiosi del film.
Anton Chigurh, utilizza come arma letale una sorta di pistola ad aria compressa mooolto inusuale e spietata; vedere per credere.
Fantastica la fotografia che merita un occhio di riguardo perchè le scene all’aperto sono davvero da premio Oscar e le inquadrature azzeccatissime soprattutto quelle sugli occhi, sulle scarpe e sulle macchie di sangue. Mi hanno colpito inoltre i dialoghi che in un primo momento possono sembrare quasi assurdi. Durante il film la voce fuori campo dello sceriffo Bell commenta con frasi sul vero senso della vita e su come con il passare del tempo tutto cambi e ciò costringe a rassegnarsi su quel che avverrà… un pò come avviene ad egli stesso nel film. Inoltre, soprattutto i dialoghi e le conversazioni che ha il serial-killer con le sue vittime, mi ha ricordato le interminabili scene parlate nei film di Quentin Tarantino; ha dato quest’impressione anche a voi?
La musica, stranamente, è quasi assente ma sinceramente non se ne sente la mancanza, vista la presenza massiccia di dialoghi e scene al cardiopalma.
Mi piace definirlo come una sorta di Western moderno, con una sana dose di violenza, ma allo stesso tempo di scene a ricche di significato anche sociale.
Unica nota negativa, che non mi fa dare il punteggio pieno al film, sono proprio i dialoghi e la loro presenza forse TROPPO accentuata; certo, è un film e bisogna parlare, ma alcune battute a mio avviso sarebbero potute benissimo essere evitate. Da vedere, sicuro.
Voto: 




25 febbraio 2008 - 22:29
Pienamente daccordo con te. Un film molto bello e coinvolgente.
Deve esser visto.
27 febbraio 2008 - 17:08
la bombola d’ossigeno è fenomenale, sembra nn armato e invece… spappola le cervella come si fa con i bovini–
secondo me la kiave del film è nel dialogo tra lo sceriffo Bell e lo sceriffo panzone, quando gli dice ke la criminalità è cambiata, nn ci sono + quei valori di una volta, per i quali si sono schierati dalla parte della legge: non c’è + l’ONORE dei malviventi, ma solo il profumo della droga e l’odore del denaro!!
Proprio lo sceriffo è la figura più riflessiva e anke più salda alla realtà, non si illude di poter vincere le nuove frontiere del male e se ne kiede il perchè…
Sono d’accordo cn la definizione di western moderno, ne rappresenta proprio l’evoluzione, anke se quello psicopatico di “Machete” (l’assassino) è un po’ retrograda…
27 febbraio 2008 - 19:43
Non hai capito una cippalippa! Machete era quello coi baffi, per la vaga somiglianza :P