Andrea è amico di Massimo. Massimo lavora insieme all’amico nell’impresa di pompe funebri del padre. Insieme hanno una band che tenta il successo. Per averlo hanno bisogno, a detta di un discografico, di una cantante cinese. Da qui la storia si evolverà sulle vicende che coinvolgeranno i due amici e Jing, una ragazza che di cinese ha ben poco, a parte il nome. La storia è di per sé banale, ma grazie alle battute, una colonna sonora italiana, personaggi famosi d’eccezione (Franco Califano, Giovanni Floris, Maurizio Mattioli, che interpreta la parte del padre di Massimo in maniera fantastica) e soprattutto grazie a Nicolas Vaporidis, attore della nuova generazione del cinema nostrano davvero in gamba, il film risulta guardabile. Non finisce come molti si aspetterebbero, ma è ovvio che la storia d’amore tra i protagonisti ci scappa. Nel film noto anche una sorta di lotta al razzismo, capovolta però… infatti il razzismo nel film viene praticato molto più dalla società cinese, commercialmente all’avanguardia ma inesorabilmente retrograda per usi e costumi. Non esalta purtroppo la riuscita del personaggio femminile della storia che cambia idea di continuo non mantenendo una vera e propria posizione nei confronti di Massimo.
Nel complesso è una commediola adolescenziale dove la fa da padrona una storia d’amore particolare tra due culture estremamente diverse.

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