A che serve vivere?

E’ la domanda sulla quale gira tutto il documentario girato dai Baustelle in Sicilia alla ricerca di una risposta dalla gente che vi abita, tra mafia, morte e gioventù bruciata. Il tutto viene raccontato a Catania, nel quartiere Librino, dai bravissimi Baustelle che oltre a saper cantare bene, sanno anche impegnarsi nel sociale. Ieri hanno presentato anche il loro terzo singolo estratto da “Amen“, Baudelaire che tratta con sublime intelligenza il tema della morte.
Alla Fnac di Porta di Roma c’era tanta, tanta gente ad aspettarli, ne ero quasi stupito. L’appuntamento era alle 18.30 ma per colpa del loro navigatore satelitare (si erano persi) hanno ritardato. Quindici minuti più tardi arrivano e noto con felicità che sono persone normalissime, spontanee e per nulla montate (cosa che verrebbe da pensare magari). Nel documentario spicca la semplicità e la voglia di trovare davvero una risposta a quella domanda, posta anche a bambini di dieci anni, a cui piace giocare a calcio o fare i parrucchieri, ma senza amici perché non ne hanno; perchè? E perchè in Sicilia? Domande a cui non viene data risposta, o perlomeno non viene fatto esplicitamente.
Sono rimasto scioccato sentendo alcune affermazioni:

Se il padre fa il falegname, il figlio farà il falegname;
se il padre fa il rapinatore il figlio impara a fare il rapinatore

Un mestiere, anche stipendiato dalla mafia che prevede addirittura un insegnamento poichè bisogna essere bravi anche in quello. Inoltre questi rapinatori ricevono anche uno stipendio e neanche da poco: 1200 Euro. Sono parole che fanno male e quindi risulta difficile immaginare se valga la pena vivere li, dove la morte, almeno in alcune zone (visto che Catania non è tutta così) spaventa la gente; come ha detto il direttore di un Istituto per proteggere i bambini, è una lotta quotidiana, che non avrà mai fine. E forse varrà la pena vivere per combatterla fino in fondo.
Purtroppo non ho potuto seguire per intero l’evento anche se mi sarebbe piaciuto; il documentario che hanno girato è ancora in fase di montaggio ma ne sono stati presentati alcuni pezzi che potete vedere e sentire qui e qui; sono quelli che ieri mi hanno colpito di più. Ho scattato anche delle foto, con il cellulare purtroppo quindi mi spiace per la qualità delle immagini! Spero comunque di non avervi annoiato, anche perchè non credo sia una cosa sulla quale non si possa riflettere. Certo è un blog spensierato, ma delle volte si può anche fare i seri no? W i Baustelle :-)