Diciamo che non vederlo sarebbe stato un grosso, grossissimo errore.
A Gotham City regna il caos; la mafia cerca di ampliare il proprio raggio d’azione mentre Batman, il Cavaliere Oscuro, tenta in tutti i modi di fermare la criminalità organizzata facendosi aiutare non solo dalla polizia, in particolare da Gordon (Gary Oldman), ma anche dal Procuratore distrettuale della città, Harvey Dent.
Come se non bastasse, Joker (Heath Ledger), che immagino non abbia bisogno di presentazioni, ruba da una banca superblindata l’intero bottino della Mafia di Gotham. Da qui si verificheranno diversi eventi che sfocieranno in una sadica battaglia tra bene e male, oscurità e luce, in un continuo dualismo (anche fisico per alcuni) che porterà Bruce Wayne/Batman (Christian Bale) a dubitare sul suo futuro da paladino della città in seguito ad una grande perdita e a scegliere tra giustizia e ingiustizia.
Il film di per sè è molto intrecciato ma riesce a dare un quadro della situazione in ogni evento che ci viene presentato, proprio come fece Christopher Nolan regista di Batman Begins e de “Il Cavaliere Oscuro”. Magistrali le scene d’azione, così come le parti parlate (nota di demerito al doppiaggio italiano che mi è sembrato una cosa molto alla “sbrighiamoci a doppiarlo così finiamo subito“) ricche di messaggi e riferimenti non proprio celati circa la personalità di Batman e ciò che gli gira intorno (molto belle le parti in cui è presente il maggiordomo Alfred). Non bisogna farsi dei problemi se il film parla di un supereroe dei fumetti: Batman è pur sempre un semplice uomo con i suoi problemi e le sue paure da portare avanti, con o senza maschera. E queste paura le farà uscire fuori il fantastico Joker di Heath Ledger, morto poco dopo aver girato la pellicola in circostanze ancora non del tutto chiarite. Un Joker che non invidia nulla al già molto azzeccato pagliaccio di Jack Nicholson, che però con tutto il rispetto, è molto inferiore a quello odierno. Il look, le movenze e i dialoghi e la sua irrefrenabile voglia di giocare con la vita fanno del Joker di Nolan un personaggio da Oscar. E a dirla tutta, spero che il Cavaliere Oscuro faccia ingordigia di Oscar perchè sotto tutti i punti di vista ha reso la storia di un eroe ancor più emozionante di come fece Tim Burton nei suoi due Batman, personalmente, le migliori trasposizione cinematografiche dell’uomo pipistrello (escluso il Cavaliere Oscuro).
Le musiche sono da pelle d’oca per l’uso che ne viene fatto nei momenti più disparati, soprattutto nelle scena d’azione.
Per quanto riguarda l’altro villain, Due Facce, mi è dispiaciuto che sia dato così poco spazio, soprattutto a metamorfosi avvenuta; mi aspettavo un pò più di analisi caratteriale del personaggio dopo l’incidente che lo ha visto sfigurato. Nota di merito anche a Maggie Gyllenhaal che interpreta Rachel Dawes, vecchia amica (o forse qualcosa in più) di Bruce e - quasi - futura sposa di Harvey Dent , che non fa rimpiangere la un pò troppo fredda (e di certo non adatta a questo tipo di film) Katie Holmes.
In sintesi: Batman è un grande eroe (anche se preferisco Superman, personalmente), malinconico ma molto ferrato nel suo lavoro di detective alla continua ricerca della pace nella sua amata Gotham. Il suo compito ora pare più difficile dato che qualcosa, nei suoi confronti è cambiato da parte di tutta la città, che prima lo venerava come Paladino della giustizia e ora… e ora? Aria di trilogia?
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1 commento per "Il Cavaliere Oscuro / review"
Amazing!!!
nn c’è altra definizione x questo film!
Hai detto già tutto nella recenzione, ma a me ha colpito molto la verosimiglianza di Due Facce.
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