Recensioni

Defiance, Italians, Yes Man / reviews

Recensione atipica. Nel senso che non ho molta voglia di recensire tre film singolarmente! Ma diciamo che ho avuto la “fortuna” di vedere questi film e di giudicarli più o meno con lo stesso punteggio. Ovviamente sono film molto diversi (due commedie, uno storico) che però mi hanno lasciato un qualcosa di “comune” o per meglio dire mi hanno lasciato a bocca asciutta perchè mi aspettavo di più.

  • Defiance narra lae vicende di un gruppo di ebrei che è riuscito a sfuggire ai tedeschi durante la seconda guerra mondiale attraverso le foreste biellorusse; un mix di storia, sentimenti e soprattutto crudeltà in uno dei momenti più bui dell’ultimo secolo. starstarstar
  • Yes Man è una commedia divertente gestita superbamente da Jim Carrey, mister espressione, che fa ridere e lancia una sorta di morale sul modo di vivere. Storia un pò banale, ma Carrey riesce a mantenere in piedi il teatrino grazie alle sue battute. starstarstarstar
  • Italians è tra i tre film quello che più mi ha deluso. Ero abituato ad una commedia frizzante come Manuale d’amore 1 e 2 e qui mi ritrovo poca commedia, soprattutto nel primo episodio… un pò campato in aria. Nel secondo, con Carlo Verdone, si tira un sospiro di sollievo e si ride, tanto. Ma non basta per questo film che vuole farci capire come sono gli italiani all’estero. Apparte un piccolo momento, questo messaggio durante il film non viene mai alla mente ello spettatore, proprio per l’assurdità delle storie trattate. Peccato. Plauso a Verdone e Castellitto. starstarstar-cut

Sweeney Todd & Wall-E / reviews

Credo che Sweeney Todd sia uno dei più bei film-musical che io abbia mai visto. Chi lo ha definito triste, noioso e soprattutto “pauroso” dovrebbe smettere di andare al cinema e dedicarsi ad una passione che non sia quella di vedere film. Viene narrata la storia di un barbiere, Sweeney Todd/Benjamin Barker (Johnny Depp) che per una crudele ingiustizia viene allontanato dall’amata moglie e dalla neonata figlia dal giudice Turpin (Alan Rickman) pazzamente innamorato della donna. Passati quindici lunghi anni, il barbiere torna a Londra, assetato di vendetta nei confronti della società che lo ha escluso pur essendo un barbiere di indiscutibile bravura. Troverà l’aiuto  della locandiera Mrs. Lovett (una fantastica Helena Bonham Carter), pazzamente innamorata di Mr. Todd e pronta a tutto - veramente a tutto – pur di aiutarlo. Il finale non è per nulla scontato, anche se sta allo spettatore fare le dovute conclusioni su una parte della storia rimasta inconclusa. Per quanto riguarda le musiche, colonne portanti del genere, nulla da obiettare. Le ambientazioni molto dark e tenebrose della Londra vittoriana sono ad opera del nostro Dante Ferretti, scenografo di fama internazionale.
Un musical da vedere, assolutamente.
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Un film che invece mi ha deluso tanto è Wall-E. Dai primi trailer che avevo visto mi aspettavo una storia decisamente più ricca e sicuramente diversa dalle tipiche storie Disney, soprattutto per l’assenza massiccia di dialoghi. E invece il risultato è abbastanza noioso e scontato. Stiamo pur sempre parlando di un prodotto legato fortemente ai bambini, anche se verso la metà del film si nota una forte ed aspra critica nei confronti dell’uomo (mi par di capire che ci si riferisca all’ americano medio, fast-food/sedentarietà/no attività fisica) pigro, grasso e coccolato dalle macchine e dalle nuove tecnologie messe a disposizione per soddisfare qualsiasi desiderio. Questa sorta di morale non credo sia afferrabile dai bambini, anzi al contrario! Mostra proprio a loro un tipo di società sbagliato che però a onor del vero tenta di rifarsi a fine film; o forse sbaglio?
E’ un film che in parte fa riflettere, in parte diverte, ma soprattutto annoia.
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007 Quantum of Solace / review

Uno si aspetta tanto e invece rimane a bocca asciutta. Per il primo sequel di un film di 007 hanno osato e quindi strafatto. Casino Royale era un signor film, con un James Bond (Daniel Craig) impulsivo, possente e soprattutto umano alle prese con la lotta al crimine ma soprattutto con l’amore. In Quantum of Solace ritroviamo sempre lui, ma più vendicativo che mai, nei confronti di tutti e contro il volere dei servizi segreti britannici. Non c’è storia, solo un susseguirsi di scene spente e prive di un collante con il precedente film. Un esperimento riuscito male, ma che ha degli aspetti positivi però. Gli effetti speciali, gli inseguimenti e i combattimenti, in puro stile 007 series. E a dirla proprio tutto la Bond Girl (Olga Kurylenko) non ci azzeccava proprio nulla. Nota di merito ai titoli di testa con “Another Way to Die” cantata da Alicia Keys & Jack White
Voto:

Kung Fu Panda & Trainspotting / reviews

Parliamoci chiaro. Kung Fu Panda non è certo un prodotto destinato ad un pubblico adulto, o forse sì, bho. Non è paragonabile a Shrek, che forse strizza l’occhio ad un pubblico non troppo giovane, con arguti doppisensi. Sta di fatto che la Dreamworks, come fece per Shrek e Madagascar, colpisce nel segno. Kung Fu Panda è divertente, spiritoso e godibilissimo per lo spettacolo che è: un cartone animato (in digitale).
La storia è semplicissima: siamo nell’antica Cina, in una valle abitata da animali; Po (doppiato da Fabio Volo), un panda impacciato e ingombrante (io adoro i panda) lavora come cameriere nel ristorante del padre ma sogna di diventare una stella del Kung Fu come i suoi idoli, le Cinque furie: Mantide, Tigre, Scimmia, Vipera e Gru… una fantasia con i nomi… Per una strana coincidenza Po verrà dichiarato dall’antico saggio, il “Guerriero Dragone” ovvero colui che salverà l’intera Valle dal ritorno del cattivissimo Tai Ling, leopardo delle nevi, ex allievo del mentore dei Cinque, assetato di vendetta e in fuga dalla prigione più “sicura” della Cina. Grazie ad un allenamento fatto ad-hoc per Po, egli riuscirà ad imparare la grande arte del Kung Fu e insieme al suo maestro capirà come tutto sia possibile se lo si vuole.
Insomma, il film  è ricco di battute e di momenti divertenti e il fatto che il film sia rivolto ad un pubblico di bimbi non deve scoraggiarvi ad andarlo a vedere: quando l’ho visto moltissimi “grandi” (compreso io OVVIAMENTE) ridevano. E poi è un miracolo della Computer Grafica in 3D che anno dopo anno fa passi da gigante. Godetevi il film così come è.
Voto:

Questo di certo non è PER NIENTE un film da bambini. Torniamo indietro di un bel pò di anni, nel 1996 quando uscì Trainspotting, film diretto da Danny Boyle e ispirato all’omonimo romanzo di Irvine Welshche ha lanciato nel mondo del cinema alcuni dei presenti nel cast, uno su tutti Ewan McGragor (Moulin Rouge).
Sinceramente non so in che genere collocare esattamente il film, ma devo dire che mi è piaciuto. La storia è ambientata a Edimburgo (non mi piace solo per questo) e narra le vicende di un gruppo di tossicomani. L’intero arco narrativo ci racconta, come mai aveva osato nessuno in un film, il punto di vista di un gruppo di drogati; non si parla di leggerezze, ma di vera e propria droga. Vederlo al giorno d’oggi ci viene da pensare (perchè solo questo si può fare) se qualcosa sia cambiato nei modi di farlo: io credo proprio di no.
Il gruppo di amici si droga continuamente raggiungendo limiti inimmaginabili che solo chi ha visto film può intendere… si va dalla calma apparente allo sbando più totale o dalla ricerca di redimersi e di dire “basta, non lo faccio più” a ricaderci perchè la legge “del gruppo” è quella che predomina su tutto. E’ un film duro, aspro e molto duro da digerire con un finale che fa ben sperare per alcuni, per altri un pò meno, ma forse dopo averlo visto, vi sarà più chiaro come quello, realmente, sia un mondo di merda.
Voto:

Se vi interessa l’argomento, oltre a consigliarvi il libro (che leggerò il prima possibile) ve ne consiglio un altro, sempre sul tema della droga vissuta direttamente sulla pelle di una ragazza: “Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino”.

Il Cavaliere Oscuro / review

Diciamo che non vederlo sarebbe stato un grosso, grossissimo errore.
A Gotham City regna il caos; la mafia cerca di ampliare il proprio raggio d’azione mentre Batman, il Cavaliere Oscuro, tenta in tutti i modi di fermare la criminalità organizzata facendosi aiutare non solo dalla polizia, in particolare da Gordon (Gary Oldman), ma anche dal Procuratore distrettuale della città, Harvey Dent.
Come se non bastasse, Joker (Heath Ledger), che immagino non abbia bisogno di presentazioni, ruba da una banca superblindata l’intero bottino della Mafia di Gotham. Da qui si verificheranno diversi eventi che sfocieranno in una sadica battaglia tra bene e male, oscurità e luce, in un continuo dualismo (anche fisico per alcuni) che porterà Bruce Wayne/Batman (Christian Bale) a dubitare sul suo futuro da paladino della città in seguito ad una grande perdita e a scegliere tra giustizia e ingiustizia.
Il film di per sè è molto intrecciato ma riesce a dare un quadro della situazione in ogni evento che ci viene presentato, proprio come fece Christopher Nolan regista di Batman Begins e de “Il Cavaliere Oscuro”. Magistrali le scene d’azione, così come le parti parlate (nota di demerito al doppiaggio italiano che mi è sembrato una cosa molto alla “sbrighiamoci a doppiarlo così finiamo subito“) ricche di messaggi e riferimenti non proprio celati circa la personalità di Batman e ciò che gli gira intorno (molto belle le parti in cui è presente il maggiordomo Alfred). Non bisogna farsi dei problemi se il film parla di un supereroe dei fumetti: Batman è pur sempre un semplice uomo con i suoi problemi e le sue paure da portare avanti, con o senza maschera. E queste paura le farà uscire fuori il fantastico Joker di Heath Ledger, morto poco dopo aver girato la pellicola in circostanze ancora non del tutto chiarite. Un Joker che non invidia nulla al già molto azzeccato pagliaccio di Jack Nicholson, che però con tutto il rispetto, è molto inferiore a quello odierno. Il look, le movenze e i dialoghi e la sua irrefrenabile voglia di giocare con la vita fanno del Joker di Nolan un personaggio da Oscar. E a dirla tutta, spero che il Cavaliere Oscuro faccia ingordigia di Oscar perchè sotto tutti i punti di vista ha reso la storia di un eroe ancor più emozionante di come fece Tim Burton nei suoi due Batman, personalmente, le migliori trasposizione cinematografiche dell’uomo pipistrello (escluso il Cavaliere Oscuro).
Le musiche sono da pelle d’oca per l’uso che ne viene fatto nei momenti più disparati, soprattutto nelle scena d’azione.
Per quanto riguarda l’altro villain, Due Facce, mi è dispiaciuto che sia dato così poco spazio, soprattutto a metamorfosi avvenuta; mi aspettavo un pò più di analisi caratteriale del personaggio dopo l’incidente che lo ha visto sfigurato. Nota di merito anche a  Maggie Gyllenhaal che interpreta Rachel Dawes, vecchia amica (o forse qualcosa in più) di Bruce e – quasi – futura sposa di Harvey Dent , che non fa rimpiangere la un pò troppo fredda (e di certo non adatta a questo tipo di film) Katie Holmes.
In sintesi: Batman è un grande eroe (anche se preferisco Superman, personalmente), malinconico ma molto ferrato nel suo lavoro di detective alla continua ricerca della pace nella sua amata Gotham. Il suo compito ora pare più difficile dato che qualcosa, nei suoi confronti è cambiato da parte di tutta la città, che prima lo venerava come Paladino della giustizia e ora… e ora? Aria di trilogia?
Voto:

E venne il giorno / review

M. Night Shyamalan ci aveva già abituato con Il Sesto Senso e Signs a non svelarci troppo come e cosa di così misterioso si parla nei suoi film. Tutto questo ovviamente si ripete in questo film, che non mi è piaciuto poi tanto rispetto agli altri suoi 2 film sopra citati. E venne il giorno è un film strano, lento, forse troppo per il suo genere. Di paura e suspance ce ne sono ovviamente, ma credo non basti. Il “cattivo di turno” se così lo si può definire, è la natura… diciamo le piante; esse pare comunichino tra loro e tramite reazioni chimiche riescano a far breccia nel sistema celebrale umano e far sì che uomini, donne e bambini si suicidino nei peggior modi. Ovviamente questo scatenerà il panico, facendo credere prima a un attacco terroristico (propaganda ultra americana ipocritissima), poi a una perdita nucleare e poi… BHO. Non si capisce, così come non si capisce il perchè sia avvenuto tutto ciò e il perchè solo in alcune zone si sia manifestato questo evento. Troppe poche informazioni e troppi pochi appigli per far sì che il film sia godibile. Sono pur sempre 90 minuti in cui ti spaventi qualche volta e ti giri da altre parti per non vedere scene troppo crude di suicidio.
Preferisco i 90 minuti scarsi di Cloverfield signori.
Voto:

Indiana Jones e il Regno dei Teschi di Cristallo / review

Cappello e frusta. Chiunque riconoscerebbe Indiana Jones grazie a questi due storici oggetti che ne hanno fatta un’icona consacrata dell’accoppiata Lucas / Spielberg (il regista, ancora una volta di Indiana Jones) sul fronte dei film “avventurosi”. Indiana Jones è tornato più curioso e determinato che mai ma soprattutto… più vecchio. Harrison Ford, a 60 anni suonati si diverte come un ragazzino a tirare pugni, frustate e eseguire folli acrobazione in macchine e moto e, controfigure a parte, i suoi anni non li dimostra proprio.
Stavolta il nemico di turno è rappresentato dai Russi del KGB, durante il periodo della Guerra Fredda (1957) e dei primi test nucleari; la guerra è quindi dichiarata tra il professor Jones e Irina Spalko (Cate Blanchett), assetata donna di potere, ex braccio destro di Stalin. Ma a dar man forte al caro Indiana non solo un amico doppiogiochista ma anche il giovane Matt (Shia LaBeuf - bravissimo davvero -, Disturbia), che si scoprirà più vicino a Harry Jones di quanto potesse immaginare. Spazio quindi ai sentimenti durante gran parte del film con un occhio puntato sul lieto fine quasi scontato. Non voglio raccontare più del dovuto, ma sinceramente l’idea di aggiungere elementi extraterrestri, come sappiamo tutti amati da Spielberg (E.T.), mi ha un pò rovinato il tutto. Le idee per fare un film senza quegli elementi troppo fantascientifici c’erano tutti e questa modernizzazione può forse produrre fastidio ad un appassionato di questo genere di film dove visitare templi e fare scoperte archeologiche la fanno da padrone. Per il resto il film, per un amante di Indiana Jones è il massimo mentre per uno spettatore curioso può essere addirittura folle in alcune scene. Indiana Jones è così: prendere o lasciare. Finale ben definito da Spielberg che non lascia spazio ad altre possibili continuazioni. Di Indiana Jones ce ne è uno solo.
Voto:

3Ciento – Chi l’ha duro… la vince / review

Diciamo che 3Ciento NON è un film da andare a vedere al cinema e che non sarà mai come la saga di Scary Movie. Queste due righe basterebbero per farvi capire che il film non è così divertente come vogliono farci credere dai trailer. Diverte la riproduzione della storia di 300 anche nei minimi particolari; divertono i personaggi stereotipati e le gesta che gli spartani compiono, (bellissima la loro avanzata “danzante”) ma tutto questo non basta. Non basta mettere qualche riferimento a film di grande successo e fargli il verso per decretare il successo dei parody-movie. In Scary Movie era tutta un’altra cosa. Inoltre vengono fatti dei riferimenti espliciti a personaggi e programmi televisivi americani che qui da noi sconosciuti ai molti (Oprah, American Idol, American Next’s top model) che rendono non proprio godibilissima la visione per uno spettatore medio che potrebbe non capire il senso della battuta. Certo si ride, poichè è una pellicola creata per questo scopo, ma non lo si fa moltissimo durante il film. Meglio buttarsi sul prossimo “Superhero Movie” che pare, anche dalla locandina, si avvicini molto di più a Scary Movie. 3Ciento quindi è un film da evitare oppure, se volete vederlo, aspettate che esca in DVD così risparmierete i soldi del biglietto al cinema!
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