Era la Scozia. Era difficile dirvi esattamente dove andavo perchè in 10 giorni ho cambiato località praticamente ogni giorno. Sono tornato due giorni fa ed è stato un viaggio stupendo, da rifare. Per essere brevi - almeno nell’introduzione - siamo stati a Edimburgo (città che adoro e in cui voglio vivere) per poi salire a Nord della Scozia e visitarci le altre cittadine semi-isolate; infine siamo andati a Glasgow e da li ripartiti. Pronti al papiro? Direi di sì, anche perchè di cose ne sono successe eccome! continua a leggere »
Domani parto per le vacanze e mi ero completamente scordato di scriverlo sul blog. Me tapino! Parto domani e per quel che possa interessarvi vado in Gran Bretagna. Più precisamente dove? Beh alcuni già lo sanno, altri lo scopriranno al mio ritorno e altri - giustamente - se ne fregheranno e continueranno a non leggere il blog. Spero rimanga tutto a posto per il tempo che sarò via e che il blog non faccia strani scherzi, come autocancellarsi! Buone vacanze a chi va, chi torna e chi resta (fate un pò come vi pare, ecco).
PS: l’Università è finita nei peggiori dei modi: Geometria non superata… ho preso 16, ARGH! A Settembre vedremo il da farsi… io un anno come questo NON lo voglio passare.
In molti mi hanno chiesto (non è vero, sono state solo due persone) di scrivere qualcosa sugli Oasis. Il momento è arrivato ed è molto ricco. Si tratta del nuovo album del gruppo inglese, dal titolo Dig Out Your Soul. L’album sarà composto da 11 tracce e a fare da apri pista sarà il singolo The Shock of the Lightning che già dal titolo mi piace e che girerà nelle radio a partire dal 29 Settembre; a voi la tracklist completa:
Bag It up
The Turning
Waiting for the Rapture
The Shock of the Lightning
I’m Outta Time
Get Off Your) High Horse Lady
Falling Down
To be Where There’s Life
Ain’t Got Nothin
The Nature of Reality
Soldier on
In alto a sinistra invece, cliccandoci sopra potrete vedere la copertina dell’album che a dirla tutta non mi piace, tranne per i colori. L’album Dig Out Your Soul uscirà il 6 ottobre di quest’anno.
M. Night Shyamalan ci aveva già abituato con Il Sesto Senso e Signs a non svelarci troppo come e cosa di così misterioso si parla nei suoi film. Tutto questo ovviamente si ripete in questo film, che non mi è piaciuto poi tanto rispetto agli altri suoi 2 film sopra citati. E venne il giorno è un film strano, lento, forse troppo per il suo genere. Di paura e suspance ce ne sono ovviamente, ma credo non basti. Il “cattivo di turno” se così lo si può definire, è la natura… diciamo le piante; esse pare comunichino tra loro e tramite reazioni chimiche riescano a far breccia nel sistema celebrale umano e far sì che uomini, donne e bambini si suicidino nei peggior modi. Ovviamente questo scatenerà il panico, facendo credere prima a un attacco terroristico (propaganda ultra americana ipocritissima), poi a una perdita nucleare e poi… BHO. Non si capisce, così come non si capisce il perchè sia avvenuto tutto ciò e il perchè solo in alcune zone si sia manifestato questo evento. Troppe poche informazioni e troppi pochi appigli per far sì che il film sia godibile. Sono pur sempre 90 minuti in cui ti spaventi qualche volta e ti giri da altre parti per non vedere scene troppo crude di suicidio.
Preferisco i 90 minuti scarsi di Cloverfield signori.
Voto: ![]()
Ero a fare la spesa con mia madre quando sullo scaffale dei biscotti vedo gli Oreo. Partiamo dal presupposto che la pubblicità che mandano in onda la ODIO così come la canzoncina (che ti entra nella testa dopo 0,2 secondi). Conoscevo già questi biscotti e mi ero sempre ripromesso di assaggiarli. L’ho fatto. E sono buonissimi. Biscotto al cacao e crema al latte, un pò come i ringo ma decisamente più buoni; lo slogan è “il biscotto più amato dal latte“; e ci credo! Stamane ho provato a farci colazione e il risultato è stato delizioso, anche con il latte freddo. Oltretutto sulla scatola ci sono 3 semplici istruzioni per gustarli al meglio:
1. apri
2. lecca
3. puccia
Adoro questi biscotti. Gocciole, Pan di Stelle, Abbracci… è finito il nostro idillio d’amore
Promette bene, molto bene. Trovo che Daniel Craig sia perfetto per il ruolo di James Bond; in Casino Royale ha mostrato che molte volte anche un agente 007 può sbagliare e farsi prendere dalle situazioni sbagliate mentre in questo nuovo film mi sembra molto più deciso e vendicativo. Staremo a vedere. 31 Ottobre 2008
Pausa con Lost fino a gennaio 2009, si ricomincia con Prison Break, stagione 3. Eravamo rimasti a Panama con Micheal arrestato e portato a Sona, il carcere autogestito dai detenuti, dove le regole sono loro a dettarle e loro a cambiarle e con Lincoln oramai libero di fare cazzate in giro per gli Stati Uniti. Si torna un pò agli albori come nella prima stagione, tutta svolta nel carcere di Fox River, tralasciando lo scappa/sopravvivi della seconda stagione che poco mi è piaciuto. Ora immagino Micheal che troverà 101 modi per evadere da questo strano carcere. Prison Break è andato in onda ieri, alle 23.05, per ogni venerdì con due puntate a sera su Italia1.
OVVIAMENTE continuerò ad odiare sempre e comunque Lincoln.
A che serve vivere?
E’ la domanda sulla quale gira tutto il documentario girato dai Baustelle in Sicilia alla ricerca di una risposta dalla gente che vi abita, tra mafia, morte e gioventù bruciata. Il tutto viene raccontato a Catania, nel quartiere Librino, dai bravissimi Baustelle che oltre a saper cantare bene, sanno anche impegnarsi nel sociale. Ieri hanno presentato anche il loro terzo singolo estratto da “Amen“, Baudelaire che tratta con sublime intelligenza il tema della morte.
Alla Fnac di Porta di Roma c’era tanta, tanta gente ad aspettarli, ne ero quasi stupito. L’appuntamento era alle 18.30 ma per colpa del loro navigatore satelitare (si erano persi) hanno ritardato. Quindici minuti più tardi arrivano e noto con felicità che sono persone normalissime, spontanee e per nulla montate (cosa che verrebbe da pensare magari). Nel documentario spicca la semplicità e la voglia di trovare davvero una risposta a quella domanda, posta anche a bambini di dieci anni, a cui piace giocare a calcio o fare i parrucchieri, ma senza amici perché non ne hanno; perchè? E perchè in Sicilia? Domande a cui non viene data risposta, o perlomeno non viene fatto esplicitamente.
Sono rimasto scioccato sentendo alcune affermazioni:
Se il padre fa il falegname, il figlio farà il falegname;
se il padre fa il rapinatore il figlio impara a fare il rapinatore
Un mestiere, anche stipendiato dalla mafia che prevede addirittura un insegnamento poichè bisogna essere bravi anche in quello. Inoltre questi rapinatori ricevono anche uno stipendio e neanche da poco: 1200 Euro. Sono parole che fanno male e quindi risulta difficile immaginare se valga la pena vivere li, dove la morte, almeno in alcune zone (visto che Catania non è tutta così) spaventa la gente; come ha detto il direttore di un Istituto per proteggere i bambini, è una lotta quotidiana, che non avrà mai fine. E forse varrà la pena vivere per combatterla fino in fondo.
Purtroppo non ho potuto seguire per intero l’evento anche se mi sarebbe piaciuto; il documentario che hanno girato è ancora in fase di montaggio ma ne sono stati presentati alcuni pezzi che potete vedere e sentire qui e qui; sono quelli che ieri mi hanno colpito di più. Ho scattato anche delle foto, con il cellulare purtroppo quindi mi spiace per la qualità delle immagini! Spero comunque di non avervi annoiato, anche perchè non credo sia una cosa sulla quale non si possa riflettere. Certo è un blog spensierato, ma delle volte si può anche fare i seri no? W i Baustelle :-)